Sotto
il mare, fra i ghiacci disciolti, nelle terre coltivate di
Toscana, o tra le piante dei tropici, la Natura rivela le sue
forme attraverso l'imagine del sogno. Si concede, sensuale e
colorata, tridimensionale e tentatrice, attraverso la luce che,
con un raggio esterno, ilumina ed inmovilizza le trasformazioni
oniriche.
Nelle
opere di Fernando Ureña Rib vivono le imprevedibili immagini
subacquee dei caldi mari del sud, le scomposizioni del ghiaccio
scandinavo; vivono le forme dei frutti tropicali e le calde
simbologie sessuali di una femmina, l´aria oppresiva e viola
degli altipiani colombiani e le falliche immagini della
fertilità.
Egli
dipinge figure che appaiono, come nel divenire di un sogno,
senza logica e senza preavviso, e sua leggi formali che,
moltiplicandosi, propongono il movimento: La sempre presente
diagonale curva che dona alle opere la memoria ed il
suggerimento della spiralle estatica
Sempre
si ripropongono, all'interno di questo onirico terreno, le
fracce di una razionalità ,meccanica, figurativamente presenti
nella rappresentazione di piccoli segni di viti di ferro, di
strisce di metallo, o di guizzzi di luce di acciaio: esse
connettono la natura ed il mondo artificiale della meccanica,
legandoli in una composizione priva di logica ma armonica, in
cui non esiste la fredda sofferenza della ragione, ma solo u
pensiero libero di associare gli eventi storici con quelli
antropologici.
Lo
spazio di queste opere è uno spazio in qui solo il sogno detta
le sue imprevedibili disposizioni, esenti da leggi e regole, che
la luce svela come d'incanto e solo per un attimo, il tempo
della creazione, assolutamente dall'alto e in un contesto che
non è mai reale. Eppure, rappresentata in queste opere è sempre
una realta ed i colori, usati nelle loro armonische gradazionei,
sono quelli gioiosi della terra o lucidi delle machine,
indisolubilmente legati tra di loro, proposti comoe pure scagie
e sciolti nelle cose, come nella vita.
LUCILLA
NOVIELLO